IL PRIMO IMPIANTO DI GINOCCHIO MONO-COMPARTIMENTALE TOTALMENTE CUSTOM MADE IN ITALY 

Per la prima volta in Italia, oggi Lunedì 30 settembre 2019, il Dott. Carmine Naccari Carlizzi, esperto in ortopedia e traumatologia, ha eseguito il primo impianto di protesi di ginocchio mono-compartimentale totalmente custom Made in Italy.

Qui di seguito l’intervista:

Quali sono i reali vantaggi di questa nuova tecnologia che sfrutta la stampa 3D?

“L’artroplastica monocompartimentale è un intervento chirurgico in cui viene impiantata una protesi parziale di ginocchio. É indicata in tutti quei casi in cui la patologia artrosica va ad interessare uno solo dei tre compartimenti che costituiscono l’articolazione del ginocchio. In particolare, quando si manifesta un dolore localizzato e quando le immagini diagnostiche RX e TAC confermano una degenerazione cartilaginea che interessa una sola emiparte del ginocchio, vale sicuramente la pena di considerare un approccio chirurgico conservativo, andando a sostituire solo le parti danneggiate”.

Cosa prevede ad oggi la tecnica chirurgica e quale innovazione porta la nuova protesi “su misura”?

“Con le protesi standard attualmente a disposizione la possibilità del chirurgo fin ora è stata quella di adeguare il ginocchio del paziente alle diverse taglie prodotte in serie dalle  varie aziende. Grazie all’introduzione di questa tecnologia innovativa il paradigma è completamente cambiato: non è più il ginocchio del paziente a dover essere adattato alla protesi, ma è la protesi a conformarsi perfettamente al ginocchio del paziente, esattamente come un abito sartoriale”.

Qual è il background dal quale provengono le protesi “sartoriali”?

“Queste protesi vengono progettate e prodotte in America, in un’azienda nei pressi di Boston che a circa 10 anni dalla sua nascita rappresenta un’avanguardia ed al contempo una realtà solida con oltre 90.000 casi trattati ad oggi negli stati uniti. Il processo produttivo parte con la creazione di un modello tridimensionale del ginocchio del paziente che viene elaborato grazie ad un software sulla base di una scansione TAC specifica dell’arto del paziente. Da qui parte il design e la manifattura in stampa 3D della protesi e degli strumenti necessari all’impianto”.

In quali vantaggi si traduce l’adozione di questa nuova tecnologia?

“I vantaggi sono molteplici, sia per il paziente che per il chirurgo. Innanzitutto, grazie alla conservazione della geometria anatomica nativa del paziente, andiamo a mantenere una propriocezione che consenta di conservare, sia in fase statica che durante il movimento, sensazioni completamente naturali, andando ad evitare così qualsiasi percezione di “corpo estraneo”. In oltre, grazie ad una tecnica chirurgica meno invasiva che permette un maggiore risparmio osseo ed ematico, il recupero post-operatorio è più veloce e consente al paziente di ritornare alle sue comuni attività (anche sportive) in tempi inferiori. Da non sottovalutare anche la riduzione del rischio di infezioni: tutta la strumentazione necessaria all’impianto è sterile e monouso. I vantaggi non mancano anche per il chirurgo: ogni impianto viene progettato tramite un software che programma accuratamente ogni fase dell’intervento guidando il chirurgo step-by-step e minimizzando il margine d’errore dell’operatore.”

A chi consiglierebbe l’impianto di una protesi monocompartimentale su misura?

“Sicuramente consiglierei questo genere di impianto a qualsiasi persona voglia ripristinare uno stile di vita dinamico in tempi brevi, minimizzando i rischi connessi all’intervento chirurgico riducendone l’invasività.”