LA MENOPAUSA: COME RENDERLA MIGLIORE

A cura del Dott.  Salvatore Garsia – Ginecologo – Columbus Clinic Center

Dopo i 48 anni qualunque cosa la donna abbia viene attribuito allo spauracchio della premenopausa o della menopausa. Sonno? Male al ginocchio? Cattivo umore? Tutta colpa della menopausa!!

Viene presentata come un film dell’orrore. Ma non è altro che un momento decisivo della vita di ogni donna in cui i cambiamenti devono essere interpretati come naturali e fisiologici.

Questa fase della vita è complessa e a tratti negativa per più della metà delle donne, in quanto caratterizzata da disturbi più o meno gravi. La corretta informazione sulle caratteristiche dei cambiamenti ormonali, corporei e psicologici aiuta a vivere questi momenti con un atteggiamento consapevole e costruttivo.

E’ importante valutare il profilo di rischio personale: cardiovascolare, metabolico, oncologico, osteoporotico e cognitivo (2/3 delle malattie degenerative cerebrali sono a carico del sesso femminile). Molti disturbi correlati alla menopausa possono modificare la qualità di vita: sintomi vasomotori (vampate) disturbi del sonno, secchezza vaginale e soprattutto difficoltà a memorizzare il passato recente.

E’ necessaria la corretta diagnosi dello stato menopausale con una esatta diagnosi dell’età d’inizio per stabilire gli accertamenti diagnostici adeguati. Si deve incoraggiare le donne a partecipare ai programmi di screening per il carcinoma della cervice uterina, della mammella e del colon; utile anche la valutazione ecografica dell’endometrio e delle ovaie. Una sana alimentazione e attività fisica associate a riduzione del fumo e dell’alcol sono strategie premianti.

Il 75% di donne in pre e menopausa soffre di vampate di calore che nel 20% si prolungano per alcuni anni se non si interviene. La sintomatologia vasomotoria è legata ad una maggiore sensibilità cerebrale alla deplezione ormonale, soprattutto degli estrogeni e si associa ad un aumento del rischio di alcune patologie croniche (malattie cardiovascolari, osteoporosi, etc.). In presenza di sintomi in grado di alterare la qualità di vita, sempreché non vi siano controindicazioni, vi è indicazione ad iniziare la terapia ormonale personalizzandola in considerazione del rapporto rischio/beneficio.

Se la donna non accetta la terapia ormonale sostitutiva oppure presenta serie controindicazioni, allora si può valutare l’impiego di farmaci e sussidi complementari quali fitoestrogeni DHEA, resvetroli, agopuntura etc. Bisogna considerare, comunque, che queste terapie non hanno lo stesso sostegno nella letteratura scientifica. Dopo l’inizio del periodo menopausale si possono riscontrare con frequenza disturbi a carico della vescica e della vagina la cosiddetta” Sindrome genitourinaria”, caratterizzata da  bruciori vaginali, ridotta lubrificazione, disagio e dolori durante i rapporti , sintomi di urgenza minzionale( con o senza incontinenza),disuria ,cistite.

La terapia deve essere iniziata prima che subentrino alterazioni a carico delle mucose vaginali e vescicali, (ricche di recettori ormonali) e proseguita nel tempo. L’utilizzo di tecniche di biostimolazione quali laser a CO2 e radiofrequenza sembrano promettenti nei casi in cui la terapia ormonale sia controindicata o insufficiente.

In menopausa l’osteopenia legata all’età aumenta notevolmente e spesso diviene una vera “osteoporosi” con conseguente aumento del rischio di fratture. La terapia ormonale sostitutiva con l’integrazione di Vitamina D e calcio rappresenta il trattamento di scelta, purché iniziata tempestivamente. Le eventuali terapie non ormonali, qualora necessarie, comprendono farmaci che agiscono elettivamente sull’osso quali: bifosfonati, denosumab, Serm, teriparatide.

Un capitolo a parte è quello della menopausa precoce e della premenopausa che meritano una trattazione separata ed esaustiva.

Possiamo concludere che questo periodo della vita è complessa e a tratti negativa per più della metà delle donna. L’atteggiamento e la condizione con cui la si affronta fa anche “la differenza” per chi la vive.

La storia e il trattamento della menopausa è, ancora oggi, pieno di tabù, di sintomi non dichiarati o esasperati e anche la medicina, purtroppo, ha contribuito a creare zone d’ombra che rendono difficoltose le scelte terapeutiche da parte dello utente. Occorre, quindi, interrompere questo trend percettivo, sensibilizzando ed educando ad affrontare meglio questo periodo della vita attraverso adeguati stili di vita e, laddove necessarie, con terapie ad hoc.