FIBROMI DELL’UTERO

Quali sono i sintomi e le cause di questa complessa patologia e quale terapia si propone per curarla? Approfondiamo il tema con il  Prof. Rodolfo Milani – Ginecologo/Uroginecologo – Columbus Clinic Center


I fibromi dell’utero rappresentano i tumori benigni più frequenti nelle donne durante il periodo fertile.

La prevalenza di questa patologia è stimata essere mediamente del 20-30% nelle donne al disopra dei 35 anni di età.

I fattori di rischio sono genetici, razziali e iatrogeni.

Le donne di razza nera hanno un rischio tre volte maggiore rispetto alle donne di razza bianca.

In modo indipendente dalla razza, Il rischio sembra essere tre volte maggiore nelle donne obese.

Esiste anche una predisposizione familiare con un rischio due volte maggiore in parenti di primo grado all’interno di famiglie con due o più donne affette da fibromi.

Infine, la donna nullipara ha un rischio maggiore rispetto alla donna che ha partorito.

Oggi si ritiene che i contraccettivi orali abbiano un ruolo protettivo nello sviluppo di fibromi.

I fibromiomi sono tumori benigni costituiti da cellule muscolari lisce e da una quota variabile di tessuto fibroso.

Sono tumori ormono-sensibili: sia gli estrogeni che il progesterone sono coinvolti nello sviluppo dei fibromiomi.

In condizioni di diminuzione degli estrogeni, come la menopausa, si può assistere a una diminuzione di volume dei fibromi, mentre la terapia estroprogestinica sostitutiva in menopausa può comportare un incremento di volume dei fibromi.

I fibromi possono presentare volumi diversi e sedi diverse di sviluppo nell’ambito del viscere uterino; la maggior parte dei fibromi  si sviluppano nel corpo uterino; con una crescita sottosierosa(verso la superficie esterna dell’utero), intramurale(nello spessore della parete uterina) sottomucosa o intracavitaria( verso l’interno della cavità uterina).

La separazione del fibromioma dal circostante muscolo uterino sano avviene attraverso uno spesso strato di tessuto connettivo chiaro che ne costituisce la capsula; questo passaggio di tessuto viene sfruttato durante l’atto chirurgico della miomectomia, cioè quando si vuole asportare il fibroma conservando l’utero.

I sintomi principali causati dalla presenza di fibromi dipendono dalla sede dei fibromi e dal loro volume.

Il sintomo principale è la perdita anomala di sangue, con conseguenze su flusso mestruale che può divenire molto più abbondante e protrarsi per lunghi giorni.

Il fibroma intracavitario può generare una emorragia mestruale importante accompagnata da dolore al basso addome.

Ciò porta alla anemizzazione della paziente.

Un fibroma sottosieroso unico può raggiungere anche misure considerevoli senza dare disturbi mestruali; in questo caso i sintomi derivano dall’effetto meccanico del fibroma che, quando anteriore può comprimere la vescica e, quando posteriore, può comprimere il retto.

Da qui i sintomi della minzione più frequente (pollachiuria) e i sintomi del tenesmo rettale cioè la continua sensaziuone di dover defecare.

Il dolore è presente raramente, solo quando interviene una degenerazione del tessuto muscolare al centro del fibroma.

Quando il fibroma si sviluppa sul lato destro o sinistro della porzione inferiore dell’utero (regione istmica), il fibroma può comprimere l’uretere e generare nella donna dolori di tipo colico(colica renale).

 

La diagnosi di fibromiomi uterini si basa sulla visita ginecologica e sull’utilizzo di esami strumentali quali l’ecografia transvaginale (ECO TV), e in rari casi la RMN.

Questi esami, iniziando dall’ecografia, ci consentono di definire meglio la sede del fibroma e la sua direzione di sviluppo.

Entrambi gli esami possono dare alcune informazioni sugli aspetti degenerativi del fibroma.

In una percentuale dello 0,2 % il fibroma può avere caratteristiche istologiche di un tumore muscolo-connettivale maligno.

 

La terapia può essere medica, chirurgica o sola osservazione.

La terapia medica, di tipo ormonale, è legittima nella donna in prossimità della menopausa o in preparazione all’intervento chirurgico quando la donna presenta una severa anemia.

In questi casi si associa la terapia marziale.

La terapia chirurgica può essere conservativa dell’utero e prevedere la sola asportazione del fibroma(i), o essere demolitiva con l’asportazione dell’utero in toto.

La scelta sul tipo di intervento dipende dall’età della paziente, dal desiderio di prole della donna e dalle condizioni mediche generali della donna.

L’asportazione dell’utero può essere fatta in chirurgia laparoscopica o vaginale; con uteri molto grossi in chirurgia addominale.

L’ asportazione dei soli fibromi può essere eseguita in laparoscopia o in laparotomia a seconda del volume del fibroma(i) e della sua sede.

La recidiva del fibroma è possibile fino al 30% dei casi quando all’origine i fibromi sono multipli.

Rara è la recidiva quando il fibroma è singolo.