DITO A SCATTO

a cura di Roberta Nolli, Medico chirurgo specialista in chirurgia della mano e microchirurgia ricostruttiva – Columbus Clinic Center di Milano. 

CHE COSA E’?

Il dito a scatto è una condizione patologica che interessa i tendini flessori delle dita della mano, è una patologia molto frequente che si riscontra a tutte le età senza prevalenza di sesso.

Consiste in una infiammazione (tenosinovite) che porta ad aumento di volume patologico del tendine con versamento peritendineo e conseguente intrappolamento del tendine interessato all’interno del canale entro il quale scorre.

Il conflitto meccanico a livello della puleggia basale A1 (ispessimento fibroso del canale digitale alla base del dito) porta a dolore palmare alla base del dito e successivo “scatto” ai movimenti di flesso-estensione dello stesso.

 

COME SI CURA ?

Il trattamento, è differente a seconda dello stadio della patologia :

1) all’esordio della sintomatologia e nelle fasi iniziali, può essere conservativo: riposo da sovraccarico della mano, utilizzo di tutore su misura a fasi alterne, breve ciclo di terapie fisiche (ad es: tecarterapia, laserterapia ad alta potenza, criopassaterapia)

2) nelle fasi intermedie, se non controindicazioni per patologie associate, si puo’ valutare la possibilita’ di effettuare una o massimo due infiltrazioni locali di cortisone peritendineo alla puleggia A1 dei flessori solo dopo aver verificato con una ecografia muscolotendinea mirata che non vi siano segni di degenerazione delle fibre tendinee, Questo permette un miglioramento notevole della sintomatologia dolorosa e migliora lo scorrimento tendine, ma questo miglioramento però può essere transitorio e allora al ripresentarsi dei disturbi viene data l’indicazione a un trattamento chirurgico

3) nelle fasi piu’ avanzate il trattamento è direttamento chirurgico

 

L’ INTERVENTO CHIRURGICO IN COSA CONSISITE ?

L’intervento chirurgico, quando necessario, viene eseguito in anestesia locale e prevede una piccola incisione cutanea palmare alla base del dito e nella sezione longitudinale della puleggia basale A1 per liberare i tendini flessori al fine di ripristinarne un adeguato scorrimento.