CURARE IL DOLORE CRONICO E’ POSSIBILE? COME POSSIAMO COMBATTERLO?

Dott. Massimo Allegri, responsabile dell’ambulatorio di terapia del dolore – Columbus Clinic Center

Il dolore cronico coinvolge il 20% della popolazione adulta: lo affermano gli studi più recenti. Inoltre, non interessa solo gli anziani ma anche adulti in età lavorativa e persone che praticano sport. Le donne sono più colpite degli uomini.

Normalmente si pensa che il dolore sia esclusivamente il sintomo di un’altra malattia, in realtà spesso è indipendente e richiede diagnosi e cure specifiche.

Infatti, a volte si tratta di una vera e propria malattia non più collegata al meccanismo che lo ha generato. Il dolore peggiora drasticamente la qualità della vita causando cambiamenti che possono peggiorare ulteriormente la quotidianità sul lungo percorso. Basta pensare al mal di schiena che colpisce almeno una volta nella vita il 30% della popolazione adulta fino a ridurre le capacità lavorativa, portare alla completa inabilità e all’isolamento sociale.

Per controllare questa malattia esiste la terapia del dolore, una disciplina specialistica che si occupa della diagnosi e terapia/risoluzione del dolore. Infatti, per controllarlo è necessario diagnosticare, in modo corretto, come e quando il dolore si manifesta per poi fornire risposte specifiche farmacologiche e/o infiltrative e/o chirurgiche. Ovviamente le indicazioni terapeutiche sono basate su un approccio complessivo e personale, a 360°, della persona che soffre. La terapia del dolore è quindi una disciplina che deve sempre considerare il paziente nella sua globalità. È fondamentale nella terapia del dolore considerare sempre il paziente nella sua globalità.

Per capire come sia frequente la malattia dolore si può pensare all’artrosi, il mal di schiena, il dolore cervicale, la fibromialgia o il dolore neuropatico quando questi non possono essere risolvibili chirurgicamente né affrontando la patologia ad esso associata.  In tal caso è ovvio che si debba porre una diagnosi e un trattamento specialistico proprio della malattia dolore e sempre personalizzato sulla base delle caratteristiche del paziente. La terapia del dolore è proprio questa disciplina specialistica che, in collaborazione con altri medici, permette di capire l’origine e come e perché il dolore si stia manifestando nella persona.  Dopo la diagnosi corretta si possono iniziare terapie farmacologiche e test che possono confermare quanto rilevato per  capire quale sia il trattamento più adeguato.

È, però, fondamentale comprendere come sia necessario combattere e controllare il dolore quanto prima possibile. Più la sofferenza si mantiene nel tempo e più diventa facile che si instaurino complessi meccanismi che lo rendono meno gestibile. La tempestività è quindi l’elemento chiave per interrompere il “corto-circuito” che sta perpetuando e aumentando il dolore.

Esistono farmaci utili e tecniche mini-invasive che permettono di “addormentare” le vie del dolore.

La terapia farmacologica è sempre il primo elemento ma deve essere sempre seguita nel tempo in modo da individualizzarla alla risposta della singola persona. Altre volte, invece, si possono utilizzare infiltrazioni che permettono di porre il farmaco proprio nel punto specifico e/o metodologie di lesione di solo i nervi che che conducono il dolore (radiofrequenza), o “ingannare” il messaggio doloroso attraverso interventi chirurgici dove si posizionano nello spazio midollare neurostimolatori che riescono ad annullare il dolore stesso. Naturalmente, tutte queste tecniche sono valide e realizzabili solo dopo un’attenta valutazione del terapista del dolore e di altri specialisti che hanno escluso altre possibilità chirurgiche e/o mediche.

“La terapia del dolore – afferma il Dott. Massimo Allegri, responsabile dell’ambulatorio di terapia del dolore presso la Clinica Columbus – è quindi la disciplina che fornisce risposta integrata e multidisciplinare a chiunque lamenti dolore cronico senza avere trovato alternative specialistiche o quando il dolore non è controllato nonostante la terapia che sta facendo (ad esempio dolore nel paziente con tumore, diabete, o dolore persistente dopo intervento chirurgico). Curare il dolore permette di migliorare sensibilmente la qualità della vita riducendo i meccanismi che portano sia alla cronicizzazione sia alla permanenza della sofferenza”.