ORTOGERIATRIA

L’ortopedia si rivolge ai pazienti di tutte le età, non solo al fine di correggere deformità, ma in senso più esteso con lo scopo di curare le strutture muscolo-scheletriche ammalate per permettere lo svolgimento in piena efficienza delle attività della vita quotidiana siano esse di tipo lavorativo, sportivo, ludico, o semplicemente domestico.

 

L’ORTOPEDIA, propriamente detta, si occupa delle problematiche muscolo-scheletriche-articolari dovute alla degenerazione dei tessuti, a sua volta causata da invecchiamento, patologie infiammatorie, predisposizione genetica, oltre ad altre moltissime cause. La seconda grande branca dell’ortopedia è la TRAUMATOLOGIA, ovvero lo studio e la cura delle patologie traumatiche a carico delle ossa, ma anche delle articolazioni o di muscoli e tendini: anche in questo caso, l’età avanzata pone i pazienti particolarmente a rischio, a causa della propensione alle cadute e all’aumentata fragilità dell’osso, dovuta all’osteoporosi.

 

Il continuo invecchiamento della popolazione rende infatti le patologie ortopedico-traumatologiche sempre più frequenti: è pertanto necessario affidarsi a professionisti che conoscano il ruolo dell’età avanzata nella genesi e nel decorso di queste patologie. Nel tempo è venuta a crearsi una popolazione di pazienti con specifiche esigenze di cura, a causa dell’aumento dell’aspettativa di vita. Questo mette i professionisti della salute davanti a sfide prima impensabili.

 

Queste sfide, di tipo sia diagnostico che terapeutico, hanno spinto la comunità scientifica verso la creazione di una nuova branca della medicina: l’ORTOGERIATRIA.

 

Tradizionalmente, di fronte di una diagnosi di patologia ortopedica degenerativa o traumatica, l’eventuale indicazione terapeutica (e in particolare chirurgica) era guidata da motivazioni squisitamente tecniche; il paziente anziano tuttavia necessita di un inquadramento globale, e pertanto rigorosamente multidisciplinare¸ volto a guidare l’intero processo terapeutico successivo.

 

L’approccio tradizionale, finalizzato unicamente all’intervento chirurgico, si estende pertanto ad un nuovo approccio integrato, sotto il coordinamento dell’ortogeriatra, in un’ottica strettamente multidisciplinare: l’obiettivo è quello di creare un progetto di cura, che non si fermi al solo intervento chirurgico ma inquadri il paziente a 360°, al fine di personalizzare le cure e prendere in carico in toto il paziente.

 

Lo scopo ultimo è trattare la fragilità prima del verificarsi della frattura: è infatti calcolato che la mortalità delle fratture di femore è pari a quella del cancro alla mammella. Evitare le fratture vuol dire quindi ridurre sia la disabilità che la mortalità da esse derivanti. In ambito ortogeriatrico, stanno emergendo metodiche estremamente innovative (femoroplastica – metodo BIOS), che permettono di trattare l’osso malato (ormai vuoto), con un rinforzo meccanico di titanio e l’iniezione locale di sostanze che ripristinano le caratteristiche di resistenza originali, stimolando anche la crescita di osso sano (osteoinduzione e osteoconduzione).